15-17
05 2026
Diario
Ritratto

Carla Chiarchiaro

ADA

ADA ha sede in Via dei Genovesi 35, nel rione di Trastevere. É stata inizialmente fondata come project space e poi convertita in galleria commerciale nel settembre 2018. Il programma è dedicato alla promozione dei giovani artisti italiani e internazionali e privilegia la formula del solo show. Dal 2019 la galleria ha aperto la programmazione alla live performance. Nel 2023 Carla Chiarchiaro ha ricevuto il Premio Diana Bracco – Imprenditrici ad Arte, per la sua attenzione alla ricerca.

Quale credi sia il ruolo delle gallerie private nel definire il panorama artistico di una città? Roma rappresenta una specificità particolare?

Il panorama artistico romano è caratterizzato da una naturale stratificazione. Antico, moderno e contemporaneo confluiscono in una grande e tangibile storia della città. Il ruolo delle gallerie private nel settore del contemporaneo è quello di dare voce alla ricerca e alle pratiche artistiche recenti, affinché gli artisti possano veicolare la memoria della nostra epoca al futuro.

Carla Chiarchiaro
Direttrice e proprietaria

Roma lascia che ognuno sia chi desidera essere. Non c’è un canone o un trend a cui rispondere.

Perché hai scelto Roma?

Roma lascia che ognuno sia chi desidera essere. Non c’è un canone o un trend a cui rispondere. Questa autodeterminazione e al tempo stesso noncuranza, permette una libertà totale sulla realizzazione del programma e di conseguenza che la galleria possa affermarsi con una propria identità forte e riconoscibile.

Com’è cambiato lo scenario da quando hai aperto la tua galleria? E quanto il contesto locale ha recepito questi cambiamenti?

Negli ultimi anni, molti artisti hanno deciso di unire le forze e fondare degli studi condivisi, fuori dal centro, dove i costi sarebbero insostenibili. Insieme, nonostante una città difficile da navigare, sono riusciti a creare dei veri e propri poli artistici, centri di produzione e dibattito, ubicati in luoghi più periferici capaci ma di attrarre addetti ai lavori e non.

Vuoi dirci qualcosa di importante che credi di aver imparato da un collega, un artista o un collezionista?

L’ho imparato dai miei collezionisti più affezionati: siamo tutti parte di una stessa squadra, io, loro e gli artisti e, come dico sempre, la promozione fatta dai collezionisti vicini al progetto della galleria è certamente uno degli strumenti di crescita e promozione più efficaci.