15-17
05 2026
24/03/2026
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17/05/2026
Mostre

RGW 2026

Alessandro Gioiello

Pensieri Sparsi

Testo critico di Maria Vittoria Pinotti
La Galleria Richter Fine Art prosegue la stagione espositiva con la personale di Alessandro Gioiello (Savigliano, Cuneo, 1982). La mostra, intitolata Pensieri Sparsi è accompagnata da un testo critico di Maria Vittoria Pinotti e inaugura martedì 24 marzo dalle 18. 30, rimanendo in programmazione fino al 17 maggio 2026. In mostra pitture sui recenti esiti della ricerca che Alessandro Gioiello ha avviato negli ultimi mesi dell’anno scorso, in cui ha esplorato una selezione di oggetti del suo studio di Racconigi (CN). Tutti gli elementi che vivono tali ambienti sono stati utilizzati come materia prima per costruire le opere pittoriche, organizzandone gli spazi, la composizione e gli equilibri.
I soggetti ritratti sono presenze molto semplici, come conchiglie, composizioni floreali disposte in vasi altrimenti liberamente aperte e sfuse nell’ambiente. Di comune emerge un rapporto equilibrato e fortemente dinamico, sia tra gli elementi della composizione sia nelle cromie, laddove la freddezza quasi cristallina si contrappone alle calde modulazioni, creando un equilibrio tonale comune a tutte le opere in mostra. Ne deriva una visione catartica delle cose, priva di narrazione, capace di offrire un’esperienza sensoriale e un’intima conoscenza del mondo.
Per Gioiello la pittura è un atto di intima riflessione, in cui lunghi momenti di osservazione e attesa nel suo studio superano spesso quelli dell’azione pittorica. La ricerca dell’attimo giusto per dipingere svela un rapporto esteso con il tempo, una partecipazione intensa e contemplativa che lo porta ad accogliere l’aspetto fenomenico delle cose. I dipinti sono ricchi di naturalezza, il tratto, aperto e spontaneo, tenta di fissare l’emergere delle forme e tale asciutta semplicità è propria del momento in cui le cose vengono liberate dal loro significato, per lasciare spazio alla sola presenza.
Allo stesso modo, il titolo della mostra ci invita a considerare le opere come una raccolta aleatoria di pensieri, in cui confluiscono predilezioni di vita, incontri con oggetti dello studio e situazioni meditative originate da un tempo fortemente sospeso e rallentato. Gioiello lavora con pochi mezzi pittorici, utilizza pochi colori ma sperimenta quante più combinazioni e variazioni possibili, i pennelli di piccole dimensioni, vengono tagliati per permettere di lasciare una traccia spezzata che lascia intravedere la trama della tela. Lavorando sul concetto di “temperatura” della pittura – ovvero la giusta combinazione tonale che gli permette di modellare lo spazio e le distanze – riesce a evocare l’intera atmosfera che circonda il soggetto, giocando sulle trasparenze in profondità e mantenendo i bordi aperti, dona respiro e apertura al lavoro.