La scultura si apre così allo spazio architettonico, diventando ambiente, ritmo, relazione. Non si tratta di trattenere ciò che affonda, ma di attraversarlo: dare forma a ciò che resta, e da lì, forse, ricominciare. Guglielmo Maggini (n. 1992) è un’artista che vive e lavora a Roma. Il lavoro di Guglielmo Maggini si colloca al confine tra installazione e scultura. La sua ricerca cattura il passaggio da un mondo all’altro: un mondo di colori, talvolta esuberanti, un mondo di epifanie, di forme che non contengono più qualcosa, ma che diventano esse stesse portatrici di ciò che è stato dimenticato. Materiali plastici naturali come l’argilla, e sintetici come gomma, resine e, più in generale, il mondo dei polimeri plastici, si fondono in un’esplorazione sensibile del rapporto tra vita e morte, in un viaggio tra memoria storica e personale.