15-17
05 2026
22/04/2026
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04/07/2026
Mostre

RGW 2026

Ruben Rodrigo

AREA SPECULARIS

Testo critico di Guillaume Maître e Paulo Pérez Mouriz
Ruben Rodrigo (Spagna 1980) presenta la sua prima mostra personale in Italia, inaugurando un progetto espositivo interamente dedicato alla sua ricerca sul colore come elemento fondativo dell’immagine. Fulcro della pratica dell’artista è il colore inteso non come semplice componente formale, ma come struttura portante dell’opera. Le tele, di grande e medio formato, si impongono nello spazio attraverso forti contrasti cromatici, accostamenti netti e campiture intense che generano tensioni visive e vibrazioni percettive. La pittura di Rodrigo si costruisce per stratificazioni e rapporti dinamici tra tonalità, dove il dialogo tra luce e pigmento diventa esperienza immersiva.
I colori si attraggono e si respingono, creando equilibri instabili e armonie improvvise. Il contrasto non è solo visivo, ma emotivo: ogni superficie diventa campo energetico, luogo di confronto tra impulso e controllo, tra gesto e composizione. Le grandi dimensioni amplificano l’impatto fisico delle opere, coinvolgendo direttamente lo spettatore in una relazione frontale e sensoriale. Nei formati medi, invece, la tensione cromatica si concentra e si intensifica, invitando a un’osservazione più ravvicinata e contemplativa. Questa prima personale italiana rappresenta un momento significativo nel percorso dell’artista, offrendo al pubblico l’opportunità di entrare in contatto con una ricerca che pone il colore al centro di una riflessione contemporanea sulla pittura.
In un tempo dominato dall’immagine digitale e dalla sovrapproduzione visiva, Rodrigo riafferma la forza primaria del pigmento e la potenza autonoma della superficie pittorica. La mostra si configura così come un’esperienza percettiva totale: un attraversamento di campi cromatici in cui il colore diventa materia viva, linguaggio assoluto e spazio di risonanza emotiva. Ruben Rodrigo (Salamanca, Spagna, 1980) vive e lavora a Madrid, Spagna. Il sul lavoro mette in primo piano alcune delle pratiche sviluppate dalla scuola di New York nella seconda metà del ventesimo secolo.
Il soak-staining di Helen Frankenthaler o Morris Louis rappresenta il punto di partenza della ricerca di Rodrigo, in cui il comportamento del colore sulla tela assume una natura casuale. Le masse di colore scorrono sul supporto in una sorta di action painting, e la tecnica della sovrapposizione di strati richiama anche le velature dei pittori barocchi del XVII secolo. Questa peculiare combinazione di influenze, unita all’uso di intuizioni surrealiste e a certi concetti dello Shintoismo giapponese, dà origine a un’opera in cui si combinano caso controllato, mistero e una certa qualità tattile legata alla leggerezza.
Nelle sue tele, Rodrigo esplora le possibilità formali del colore in campi praticamente monocromatici.