Questa “perdita”, Intesa da Boss come relazionale e sfuggente, viene vissuta e superata attraverso una non-risoluzione. Ala d’Amico, dunque, la rielabora nel paradossale stato di incertezza delle immagini generate dalla sua mano e restituite dalla sua visione creativa. Dalle forme trasformate dalla luce blu del crepuscolo, a quelle sempre più minacciose che emergono con l’arrivo delle tenebre, ciò che inizialmente appariva riconoscibile, rassicurante perché comprensibile, si dissolve lentamente nelle immagini di Ala, per lasciare spazio alle nostre proiezioni, alle sedimentazioni del nostro pensiero.