15-17
05 2026
20/02/2026
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18/05/2026
Mostre

RGW 2026

Alice Anderson

Cosmic connection

A cura di Reine Okuliar e Denise Di Castro
Per il terzo capitolo di The Contemporary Wall, Antichità Alberto Di Castro è lieta di presentare Alice Anderson: Cosmic Connections, una mostra a cura di Reine Okuliar e Denise Di Castro. Negli ultimi due decenni, Alice Anderson ha indagato le relazioni tra esseri umani e non umani, instaurando un dialogo con oggetti tecnologici che spaziano dai meteoriti e dagli strumenti antichi fino agli elementi architettonici e ai telefoni cellulari.
Questa consapevolezza, maturata nel tempo, l’ha portata a confrontare il pubblico con il proprio rapporto con la tecnologia, inclusa l’intelligenza artificiale. Le sculture Pixels presentate da Alberto Di Castro sono il risultato di performance “Random Chromatic”, in cui colori e forme si incontrano casualmente attraverso la danza. Questo metodo richiama la macchina-oracolo di Alan Turing. Se Turing è noto come l’inventore del computer così come lo conosciamo, egli sosteneva che fosse destinato a fallire, incontrando problemi pratici o il cosiddetto problema dell’arresto.
La soluzione potrebbe risiedere nella Macchina Oracolo, una macchina astratta capace di risolvere problemi in modi che inizialmente possono sfidare la logica; il prototipo più avanzato finora è il cervello umano. I dipinti Technological Dances sono il risultato di performance in cui Anderson osserva un oggetto tecnologico, ovvero qualsiasi entità non umana che abbia potenziato gli esseri umani nel corso della storia. Che si tratti di una selce o di un drone, l’artista vi versa sopra pittura liquida per liberarlo dalla sua funzione primaria, prima di danzare con esso, imprimendo sulla tela una traccia della loro relazione.
La mostra illustra la capacità di Anderson di fondere poeticamente tecnologia, ecologia e coscienza espansa attraverso una pratica performativa multidisciplinare. Per Anderson, il mondo fisico stesso pensa, ricorda e risponde. Nelle sue performance, l’artista esplora nuovi spazi mentali. Proprio come nelle culture indigene, che riconoscono un’essenza animata in ogni cosa e una dimensione superiore della materia, Anderson crea “iper-spazi” in cui diventa possibile ristabilire connessioni profonde e cosmiche con tutte le entità che ci circondano.