15-17
05 2026
28/02/2026
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18/04/2026
Mostre
Mostra collettiva

The Bell Jar

A cura di Massimiliano Maglione
MONTI8 è lieta di annunciare la mostra “The Bell Jar”, collettiva che presenta i lavori di sette giovani artisti: Steffen Kern (Germany, 1988), Stephen Buscemi (Stati Uniti, 1998), Mounir Eddib (Belgium, 1995), Camilla Alberti (Italy, 1994), Naomi Hawksley (Stati Uniti, 2000), Ruby Chen (Cina, 2001) e Amber Wynne-Jones ( Stati Uniti, 2003). Il titolo è un omaggio al romanzo pubblicato dalla scrittrice americana Sylvia Plath nel 1963, parzialmente ispirato alla sua vita.
La trama di questo romanzo, l’unico pubblicato dall’autrice, ruota attorno a una ragazza di diciannove anni di nome Esther, che descrive se stessa come intrappolata in una campana di vetro – in inglese bell jar appunto – metafora di un sentimento di forte ansia e depressione scaturito dalle imposizioni sociali dell’America anni Cinquanta. Ma se la campana di vetro è metafora di qualcosa di negativo nell’opera della Plath, nell’immaginario comune quest’oggetto assume altri significati.
Inizialmente usata nell’ambito di esperimenti scientifici, oggi questa è ancora usata per proteggere oggetti di valore come orologi o altri oggetti decorativi. Il contenuto al suo interno è esposto, ma al tempo stesso privato, appartiene solo al suo proprietario, può essere solo osservato dall’esterno ma mai toccato. In tal senso, la campana di vetro può rappresentare la barriera tra l’interno e il mondo esterno, e in generale qualunque barriera incontriamo nel corso della vita.
In questa mostra, la campana di vetro si riferisce metaforicamente a quegli artisti che usano la pittura, il disegno o la scultura per condividere qualcosa di privato o intimo. Attraverso la loro pratica artistica, il loro lavoro preserva uno specifico momento, un oggetto o delle figure colte in scene domestiche o private che tuttavia l’arista sembra voler proteggere dall’occhio indiscreto dello spettatore. Ma la campana di vetro può assumere anche un altro significato: trovarsi sotto una campa di vetro significa essere isolati dal proprio contesto, ignorare i fatti al di fuori del proprio mondo.
I sette artisti in mostra sono stati chiamati a confrontarsi con questo tema e darne la propria interpretazione, costruendo un percorso intimo e silenzioso, ma di forte impatto emotivo. La mostra è co-curata con Massimiliano Maglione.