Il percorso muove dal campo della tecnica, attraversa l’industria e la tecnologia, per approdare all’ambiente. Artificiale e naturale si fondono senza fratture. Architettura, still-life e paesaggio perdono specificità: stabilimenti produttivi, macchinari, stanze vuote, vulcani, terra e acqua convivono in un universo espanso e silenzioso, unificato da un enigma luminoso. La fotografia diventa strumento per interrogare il rapporto tra realtà e astrazione, oggi sempre meno opposte. In un’epoca in cui l’immagine si allontana dall’idea di verità per proporsi come alternativa, Valsecchi costruisce mondi possibili senza ricorrere a elaborazioni digitali o tecnologie generative.