15-17
05 2026
12/05/2026
-
13/06/2026
Mostre

RGW 2026

Group exhibition

Superfici instabili

z2o Project è lieta di presentare Superfici instabili, quarto appuntamento del progetto che mette in dialogo le gallerie A+B Gallery, Alma Pearl, Matèria e z2o Sara Zanin Gallery nello spazio di via Baccio Pontelli 16, a seguito delle mostre Viaggi / Journeys, presentata a Londra lo scorso luglio, Another Look presso Reintegra Fine Art, Roma a novembre, e Geografia dell’attrito, presso gli spazi di A+B Gallery, Brescia a gennaio. Se la superficie è tradizionalmente intesa come un limite — un piano che contiene, ordina e stabilizza l’immagine — Superfici instabili propone invece un campo in continuo slittamento, dove ciò che appare è sempre attraversato da trasformazioni, interferenze e stratificazioni.
Il progetto collaborativo riunisce una selezione di artisti le cui pratiche, pur differenti, condividono un interesse per l’immagine come processo aperto, mai completamente stabile o definitivo. La mostra costruisce un paesaggio visivo in cui le opere non si presentano come superfici chiuse, ma come spazi attivi, attraversati da memorie, riflessi e tensioni materiali. Pittura, video e fotografia diventano dispositivi attraverso cui l’immagine si forma, si altera e si ridefinisce nel tempo. Le opere di Lyndon Barrois Jr. , Mario Cresci, Ayla Dmyterko, Maïmouna Guerresi, Tomoe Hikita, Jeanine Richards, Flora Temnouche mettono in crisi l’idea di immagine come qualcosa di fisso e compiuto, restituendo superfici porose, attraversabili, soggette a continue riscritture.
Nei lavori esposti, la superficie diventa un luogo di intervento e negoziazione. Nei dipinti, l’immagine si costruisce per accumulo, scarto e disallineamento: oggetti quotidiani, riflessi e variazioni di luce introducono instabilità che impediscono una visione univoca, come nelle composizioni sospese di Flora Temnouche. In opere come quelle di Lyndon Barrois Jr. , il supporto stesso è attraversato da trasferimenti e materiali che stratificano temporalità e riferimenti visivi, mentre nel video di Ayla Dmyterko la superficie è continuamente ridefinita da dinamiche di z2o Project | via Baccio Pontelli 16, 00153 Roma | T. +39 06 80073146 | info@z2ogalleria. it | www. z2ogalleria. it Orario di apertura: dal martedì al sabato | 12 – 19 trasformazione legate a processi di perdita e riappropriazione.
Nel lavoro di Jeanine Richards, la superficie si estende oltre il dipinto per articolarsi nello spazio espositivo: oggetti, strutture e immagini funzionano come elementi interdipendenti, mettendo in discussione la distinzione tra opera, allestimento e narrazione. Allo stesso modo, nelle pratiche di Mario Cresci, la superficie si lega alla dimensione della memoria, del territorio e alla costruzione dello sguardo, mentre nei lavori di Maïmouna Guerresi l’immagine si carica di una dimensione simbolica e costruita, dove identità, rappresentazione e messa in scena si intrecciano. In Tomoe Hikita, infine, la superficie pittorica si sviluppa attraverso gesto e sovrapposizione, generando immagini instabili, attraversate da tensioni tra figurazione e astrazione.
In questo contesto, la superficie non funziona come contorno o chiusura, ma come zona di instabilità, dove materiali, immagini e temporalità restano in equilibrio precario senza risolversi in una forma definitiva. Ne deriva uno spazio espositivo fatto di slittamenti e discontinuità, in cui le opere non si limitano a occupare una posizione, ma introducono variazioni nel modo in cui lo spazio stesso viene percepito.