Il progetto collaborativo riunisce una selezione di artisti le cui pratiche, pur differenti, condividono un interesse per l’immagine come processo aperto, mai completamente stabile o definitivo. La mostra costruisce un paesaggio visivo in cui le opere non si presentano come superfici chiuse, ma come spazi attivi, attraversati da memorie, riflessi e tensioni materiali. Pittura, video e fotografia diventano dispositivi attraverso cui l’immagine si forma, si altera e si ridefinisce nel tempo. Le opere di Lyndon Barrois Jr. , Mario Cresci, Ayla Dmyterko, Maïmouna Guerresi, Tomoe Hikita, Jeanine Richards, Flora Temnouche mettono in crisi l’idea di immagine come qualcosa di fisso e compiuto, restituendo superfici porose, attraversabili, soggette a continue riscritture.