Il progetto espositivo Materia Madre / Lingua Madre, a cura di Benedetta Carpi De Resmini, nasce da una riflessione sulla materia come elemento primario e generativo, matrice del vivente, e di lingua come processo continuo di traduzione e trasformazione. La mostra si configura come un paesaggio in divenire: un territorio sensibile in cui la natura non è sfondo né semplice oggetto di rappresentazione, ma presenza attiva — una forza che muta, respira, resiste e si rigenera. Gli artisti invitati — Cyril de Commarque, Laura Pugno, Gaia Scaramella e Lucia Veronesi — intrecciano le loro ricerche come sistemi radicali sotterranei, attraversando materia, segno, gesto e simbolo. Pur nella diversità dei linguaggi, le loro pratiche condividono una tensione comune: interrogare il confine instabile tra organico e culturale, tra ciò che cresce spontaneamente e ciò che viene costruito, nominato, controllato. Come afferma la curatrice: «la materia si fa narrazione, il mito si deposita nelle superfici, il segno germina come un seme. Le opere emergono da processi di metamorfosi continua, in cui il vivente assume forma simbolica e il linguaggio, a sua volta, si fa corpo, sostanza, traccia.