Con la matita costruisco un immaginario fatto di volumi, tempo e durata, senza ricorrere alla fotografia o all’intelligenza artificiale», afferma Pietroniro. L’uso di matite di diversa durezza genera paesaggi in cui piani e volumi si incontrano, dando forma a una nuova dimensione spazio-temporale, interna ed esterna al tempo stesso. Riferendosi a Giacomelli, l’artista sottolinea: «Utilizza la fotografia, ma è un autore a 360 gradi, capace di lavorare con la luce e la materia fino a creare veri e propri volumi.