15-17
05 2026
27/11/2025
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28/02/2026
Mostre
Italo Zuffi

Il doppio del tempo

“Le mie attività sono regolate da ritmi nuovi che non mi lasciano pianificare con precisione, né immaginare durate predeterminate. Dovendo agire più lentamente, l’impegno temporale che mi occorre ha caratteristiche imprevedibili, da ricalibrare, ogni volta, affinché un’idea incontri la sua funzione, perché la penna prenda a scorrere, o per trovare una via d’uscita. Attraverso i lavori in mostra mi osservo nell’incertezza prodotta dall’attualità globale, con un passo inadatto a sostenere il contesto. Rallentamento. Accelerazione. Ripensamento. Lentezza. Attesa. Procrastinare. Mettere in pausa, riprendere — forma non lineare della pratica.
Il doppio del tempo. ” (Italo Zuffi) L’espressione I ghirigori dello spirito (2025) proviene da una serie di recenti scritti di Zuffi, nati sotto l’influsso di una preoccupazione legata all’inquinamento. La versione originaria viene qui affiancata da una costellazione di varianti, dove in ciascuna a mutare è una sola parola: l’aggettivo che attribuisce un tratto psicologico alle presenze microscopiche e aliene infiltrate nel nostro corpo. Di questa tematica trattano anche le nature morte in terracotta Spuntino (2025), un lavoro che riflette sullo stato di assuefazione collettivo: una sorta di rinuncia all’auto-difesa, l’accettazione della contaminazione come condizione irreversibile, un effetto collaterale tutto sommato tollerabile del nostro stile di vita e delle sue irrinunciabili comodità.
Cibofreccia (2025) nasce dalla traduzione grafica di una serie di cartelli, indicanti la presenza di cibo, fotografati durante spostamenti in auto dell’artista. L’invito alla sosta e all’approvvigionamento diventa un gesto minimo ma carico di implicazioni: una promessa di appagamento immediato che si situa tra orientamento, desiderio e consumo, sospesa nello spazio di un viaggio. In Dutch Army ranks (Duo) (2025) il punto di partenza è la distanza che separa due militari di diverso grado, la misura simbolica e concreta che definisce l’atto di affiancarsi, o accostarsi, a un superiore.
Il lavoro prende forma dal ruolo dell’esercito olandese nel genocidio di Srebrenica del 1995 e sulle responsabilità inscritte nelle dinamiche gerarchiche. Nel gruppo scultoreo Clava-torce (2025) la clava, oggetto primordiale carico di memoria archetipica e di forza, viene posta in dialogo con una serie di torce elettriche che sembrano innestarsi sul suo corpo o da esso emergere. Il video Prada water supplies (2024 – 2025), girato da un punto di vista ribassato dall’artista durante una visita alla mostra di Pino Pascali alla Fondazione Prada di Milano nell’agosto 2024, giorni segnati da un’allerta costante per le temperature estreme.
“Idratarsi bene” era il mantra che i notiziari ripetevano di continuo e sequenza dopo sequenza diventa evidente che l’obiettivo non è documentare la mostra ma le piccole scorte d’acqua nascoste vicino agli addetti alla sorveglianza.