I suoi progetti, sempre concepiti con cura e rispetto, rivelano una profonda consapevolezza della sacralità dell’essere pienamente presenti nell’hic et nunc, così come della necessità di restare aperti al dono dell’istante – riuscendo, in entrambi i casi, a sospendere il Tempo. Il rapporto di Mlangeni con la fotografia è spirituale, quasi devozionale. A ciascuno il proprio cammino, e il suo non è soltanto quello dell’osservatore, ma del testimone. Il suo impegno è radicato e alimentato da un interesse profondo e duraturo per l’origine e il significato di una comunità d’elezione, così come per la vita quotidiana queer e rurale. Questo lo conduce a condividere l’ordinario e il quotidiano con gli invisibili, ovvero le comunità queer e discriminate. Il tempo trascorso con loro è prezioso e inestimabile: Sabelo vive in comunione con le persone che desidera osservare e celebrare attraverso il suo obiettivo, abitando tra loro per settimane, spesso addirittura per mesi.