L’artista rifotografa e rielabora stampe, negativi e lastre, che oltre ad avere un valore documentario, conservano le tracce del tempo e dell’intervento del fotografo che le ha in origine manipolate, cancellate o segnate, selezionando ciò che sarebbe dovuto rimanere visibile da ciò che invece sarebbe stato escluso dalla riproduzione. In questo modo, l’artista ri-media le immagini da lui scoperte e rende soggetto di indagine le cancellature, le mascherature e i segni funzionali emersi nella documentazione, generando nuove geografie, visioni e costruzioni di senso.