Concentrandosi sulle ali di farfalla, l’artista sviluppa una ricerca analitica che ne esplora forme, luci e profondità. Tale anatomia viene ingrandita a dismisura, le venature e la membrana che la compongono perdono il loro aspetto ordinario per trasformarsi in un’estensione di forme e tonalità. In questo processo, la pittura abbandona la sua qualità descrittiva e mimetica, mutandosi in un labirinto visivo, tanto per la mente quanto per l’occhio. Qui emerge il valore visionario della sua ricerca e proprio come teorizzava Wassily Kandinsky, la forma anche quando completamente astratta e geometrica possiede un suono interiore, per questa ragione nelle opere in mostra, il vedere si trasforma in ascolto, affinché ogni pittura si unisca alle altre fino a comporre gli echi di un’unica grande sonorità.