L’intento non è quello di imporre una discendenza diretta, quanto di suggerire ‘derive’ trasversali: ogni opera sviluppa un discorso, evoca un’atmosfera e formula un’ipotesi su come pensare una presenza ‘magica’ nella quotidianità. In un riverbero dai toni notturni, la dimensione del sogno diviene la lente privilegiata degli artisti in mostra, espressa attraverso l’associazione di oggetti distanti, strategie di evasione e la sospensione metafisica delle atmosfere.