15-17
05 2026
27/04/2026
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21/06/2026
Mostre

RGW 2026

Sergio Lombardo

Aesthetic Engineering: V-RAN MCCT Stochastic Compositions

Minimale, Compatto, Completo e Toroidale – nonché MCCT – sono le caratteristiche attribuite da Lombardo al pavimento generato da una sola mattonella composta a formare un pattern che satura la superficie pittorica. Le opere sono prototipi minimali policromi realizzati attraverso l’algoritmo V-RAN, ideato dall’artista per generare lo spostamento randomico dei vertici del prototipo. Esse rappresentano la più recente evoluzione della ricerca avviata nel 1990 sulle mappe stocastiche inscritte su mattonelle.
Minimali perché privi di ridondanze, l’assenza di buchi o spazi vuoti ne determina la compattezza. La completezza, invece, determina la presenza di tutte le rotazioni possibili della mattonella senza ripetizioni, mentre la toroidalità definisce la possibilità infinita di ripetizione onnidirezionale senza interrompere il pattern. In occasione della quinta mostra personale dell’artista a Palazzo Santacroce, 1/9unosunove presenta una selezione imponente di Composizioni Stocastiche V- RAN MCCT – di grande formato, cm 150 x 300 anche in composizioni che raggiungono i cm 300 x 600 – come snodo fondamentale della ricerca di Lombardo nello sterminato ambito della Pittura Stocastica e in particolare delle composizioni di pavimenti.
Queste composizioni nascono negli anni Novanta come moduli bicromatici, minimali nel numero di regioni, colori, vertici e spigoli, processate con l’algoritmo S-RAN. Nei primi Duemila vengono processate con l’algoritmo SAT – inventato nel 1980-85 dall’artista insieme agli algoritmi TAN e RAN – per dar vita a moduli componibili policromi generati da alberi stocastici. Solamente in quest’ultima ricerca vi è l’applicazione dell’algoritmo V-RAN a questo genere di prototipo.
Da questa intuizione scientifica nasce la possibilità di individuare nell’ingegneria la possibilità di creare algoritmi capaci di generare il “bello” inteso in senso eventualista e la possibilità di scardinare l’apparente contrasto tra il “bello” e il procedimento scientifico. L’ingegneria dell’estetica, attraverso la creazione di specifici strumenti matematici, si mette alla ricerca di un’arte proiettata verso risultati estetici più complessi di quelli generati solo dall’intuito o dall’applicazione tecnica di strumenti digitali tipica dell’artigiano.