15-17
05 2026
Diario
Ritratto

Tim Van Laere

Fondata nel 1997 da Tim Van Laere, la galleria si distingue per mostre innovative e un programma all’avanguardia, sostenendo artisti capaci di aprire nuovi dialoghi nell’arte contemporanea. Il 18 novembre 2023 apre un secondo spazio a Roma, nel seicentesco Palazzo Donarelli Ricci su Via Giulia. Attratta dalla storia stratificata della città, la galleria vede Roma come terreno ideale di confronto e sperimentazione per i propri artisti.

Quale credi sia il ruolo delle gallerie private nel definire il panorama artistico di una città? Roma rappresenta una specificità particolare?

Le gallerie private svolgono un ruolo fondamentale nel plasmare il panorama artistico di una città. Agiscono come catalizzatori di sperimentazione, scoperta e dialogo, assumendosi spesso rischi che le istituzioni non possono permettersi. Sostenendo artisti emergenti e di metà carriera, contribuiscono a definire nel tempo l’identità culturale di un luogo.
Roma rappresenta un caso particolare: il suo immenso peso storico può essere sia fonte di ispirazione sia una sfida. Le voci contemporanee devono confrontarsi con un passato profondamente stratificato, che può valorizzare il lavoro oppure porre significative difficoltà da superare.

Tim Van Laere
Fondatore e titolare

“Il programma della galleria si struttura attorno a un equilibrio tra artisti emergenti e affermati. Il processo di selezione è intuitivo ma rigoroso, basato su una forte fiducia nella visione dell’artista e sulla sua coerenza nel tempo. È fondamentale costruire collaborazioni significative e durature, piuttosto che inseguire tendenze a breve termine. Siamo una galleria per artisti e vogliamo accompagnarli nel loro percorso, sostenendoli nello sviluppo della loro opera e nel proseguire il dialogo con la storia dell’arte.”

Perché hai scelto Roma?

Roma rimane una delle città più cariche di significato simbolico al mondo. Scegliere Roma nasce spesso dal desiderio di confrontarsi con questa densità storica e culturale. Offre un dialogo unico tra antichità e contemporaneità, che può rappresentare un terreno estremamente fertile per artisti e gallerie disposti ad accogliere questa tensione.

Quando e come hai fondato la tua galleria? Dovessi inaugurare oggi, rifaresti la stessa mostra?

La galleria è stata fondata ad Anversa nel 1997, con una visione chiara: sostenere artisti emergenti e costruire relazioni a lungo termine. La mostra inaugurale rifletteva questo approccio, che ancora oggi ne definisce l’identità. Se aprisse oggi, lo spirito resterebbe lo stesso, basato su ricerca e convinzione, anche se il contesto è profondamente cambiato.

Lo spazio scelto per la galleria a Roma riflette un dialogo intenzionale tra la pratica artistica contemporanea e la storia stratificata della città. Situata in Via Giulia, una delle strade più cariche di risonanza storica, la galleria si inserisce in un contesto in cui la pianificazione urbana rinascimentale incontra i ritmi della vita quotidiana.

Ciò che ci ha attratto in particolare di Via Giulia è questa tensione tra intimità e peso storico. È una strada che incarna la continuità, dove passato e presente coesistono in modo tangibile. La galleria si muove all’interno di questa dinamica, offrendo una prospettiva contemporanea pur restando radicata nell’identità stratificata di Roma.

Come imposti il lavoro sul programma della galleria? Come scegli gli artisti con cui lavorare?

Il programma della galleria si struttura attorno a un equilibrio tra artisti emergenti e affermati. Il processo di selezione è intuitivo ma rigoroso, basato su una forte fiducia nella visione dell’artista e sulla sua coerenza nel tempo. È fondamentale costruire collaborazioni significative e durature, piuttosto che inseguire tendenze a breve termine. Siamo una galleria per artisti e vogliamo accompagnarli nel loro percorso, sostenendoli nello sviluppo della loro opera e nel proseguire il dialogo con la storia dell’arte.