15-17
05 2026
Diario
Ritratto

Guillaume Maitre

Spazio Nuovo

Fondata nel 2010 da Guillaume Maitre e Paulo Pérez Mouriz e situata nel centro storico di Roma, a pochi passi dal Pantheon, Spazio Nuovo è una galleria d’arte contemporanea e un focus sulla fotografia pur mantenendo attenzione anche alle altre forme d’arte.
Coniugando innovazione poetica e rigore scientifico, sviluppa progetti espositivi e relazioni con collezionisti e istituzioni, offrendo competenze curatoriali per la valorizzazione delle collezioni.

Quale credi sia il ruolo delle gallerie private nel definire il panorama artistico di una città? Roma rappresenta una specificità particolare?

Le gallerie rispecchiano profondamente l’anima di una città, e Roma, da sempre luogo di avanguardia, continua a lasciare un segno distintivo. Un esempio è Spazio Nuovo che, già dalla sua apertura nel 2010, ha scelto di dare ampio spazio alla fotografia, in un momento in cui questo linguaggio era ancora poco rappresentato. Oggi è gratificante osservare come, non solo a Roma ma anche in molte altre città del mondo, la fotografia sia diventata un medium diffuso e molto apprezzato.

Guillaume Maitre
Gallerista

A Roma le persone sono semplicemente più abituate alla bellezza e quindi riescono a comprendere una grande varietà di linguaggi. Questo rende il lavoro esposto spesso più autentico e intenso. Probabilmente anche perché le gallerie sono meno numerose e ciascuna di esse mantiene un’identità forte e ben definita.

Perché hai scelto Roma?

Ho scelto Roma perché è una città in cui, con passione e un grande impegno, tutto può diventare possibile. Il contrasto tra l’arte contemporanea e il suo linguaggio dialoga in modo audace con la città, creando una tensione stimolante. Questo dà energia agli artisti, alle gallerie e ai progetti, che qui sembrano trovare una forza e una bellezza particolari, forse più che in altre città.

Quale potrà essere secondo te la prossima “rivoluzione” che riguarda il settore delle gallerie e più in generale, il mercato dell’arte?

Credo che le gallerie che non riescono a stare al passo con le evoluzioni rischino di scomparire. Non mi riferisco al digitale, ma alla capacità di cogliere l’aria del tempo: capire cosa emoziona davvero le persone e quali linguaggi riescono a esprimerlo pienamente, senza mai perdere il calore umano che deve restare centrale.

Qual è il tuo background di formazione e com’è iniziato il tuo percorso nell’arte?

La mia formazione è trasversale, ho conseguito gli studi in Relazioni Internazionali, poi ho avuto la possibilità di venire a Roma per motivi di studi. Ho lavorato prima per Cartier, che da poco aveva creato la sua fondazione. Il lusso, l’arte e la fotografia fanno parte dello spirito di Parigi, città che conosco bene e considero sempre parte della mia formazione ed ispirazione, insieme al mio amore per Roma. Ispirazione che mi ha portato a trasferirmi qui, che insieme al mio per la città, era perfetta per rispondere alla mia passione per la fotografia e la necessità di creare qualcosa di nuovo.