15-17
05 2026
Diario
Ritratto

Gilda Lavia

La galleria è stata fondata nel 2018 da Gilda Lavia e ha l’obiettivo di rappresentare e promuovere artisti emergenti e non, sia italiani che stranieri. Le sue linee guida si concentrano su artisti che operano una ricerca concettuale e che, attraverso le loro opere, attuano una riflessione sulla nostra società mettendo in luce gli aspetti poetici e nascosti della vita di ognuno. La galleria si trova a Roma a via dei Reti 29/c.

Quale credi sia il ruolo delle gallerie private nel definire il panorama artistico di una città? Roma rappresenta una specificità particolare?

Le gallerie d’arte contemporanea private rivestono un ruolo cruciale nel definire ed orientare il panorama artistico di una città, non solo come luoghi di esposizione e mercato, ma anche come presidi culturali attivi. Credo che alle gallerie spetti la responsabilità di contribuire alla formazione di uno sguardo consapevole sul contemporaneo, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni. Roma rappresenta sicuramente una specificità particolare: è una città in cui il peso della storia e della tradizione è così forte da rendere il confronto con il contemporaneo ancora più delicato e necessario.

Gilda Lavia
Gallerista

“La sfida sarà restare rilevanti, per gli artisti e per il pubblico, anche in un contesto segnato da difficoltà geopolitiche ed economiche. Questo richiede capacità di resistenza, coerenza ed un impegno costante nel sostenere la ricerca e il dialogo culturale.”

Quali credi potranno essere le sfide da affrontare nel prossimo futuro?

La sfida sarà restare rilevanti, per gli artisti e per il pubblico, anche in un contesto segnato da difficoltà geopolitiche ed economiche. Questo richiede capacità di resistenza, coerenza ed un impegno costante nel sostenere la ricerca e il dialogo culturale.

Parlaci della sede che hai scelto per la tua galleria e il contesto urbano nel quale è inserita.

Ho scelto il quartiere di San Lorenzo a Roma perché è da sempre un luogo profondamente legato all’arte e alla produzione culturale. Si tratta di un quartiere storicamente popolare, con un’identità molto forte, che nel tempo ha saputo mantenere una dimensione autentica e allo stesso tempo aprirsi a nuove energie creative. Oggi San Lorenzo è diventato un punto di riferimento per il contemporaneo grazie alla presenza di diverse gallerie e realtà indipendenti.

Vuoi dirci qualcosa di importante che credi di aver imparato da un collega, un artista o un collezionista?

Un paio di anni fa un grande gallerista mi ha detto “se credi realmente negli artisti che rappresenti non mollare mai, la cosa più importante è resistere!”. È un insegnamento che mi accompagna ancora oggi perché mi ricorda quanto la continuità e la convinzione siano fondamentali in questo lavoro.