15-17
05 2026
Diario
Ritratto

Eugenia Delfini

Galleria Eugenia Delfini

Galleria Eugenia Delfini è uno spazio espositivo e di ricerca fondato nel 2022 su iniziativa dell’omonima gallerista e curatrice. Situata a Palazzo Donarelli Ricci, in via Giulia 96, Roma, la sua missione è promuovere artisti contemporanei mediterranei e quelle pratiche interdisciplinari e poeticamente informate che offrono proposizioni per il cambiamento sociale e modi di stare insieme diversamente. La galleria è la vincitrice del “Fondo Identità 2023 per Nuove Opere”, indetto da Artissima.

Quale credi sia il ruolo delle gallerie private nel definire il panorama artistico di una città? Roma rappresenta una specificità particolare?

Le gallerie private ricoprono un ruolo fondamentale all’interno della scena artistica di una città. Spesso si pensa che il loro ruolo sia semplicemente quello di vendere opere d’arte, ma in realtà le gallerie e il loro staff passano la maggior parte del tempo a creare un programma di mostre di senso e il resto del tempo ad educare il pubblico che le visita. A Roma negli ultimi anni c’è stato un’aumento esponenziale di eventi, progetti, spazi, questo è un bene perché più il pubblico è educato più la proposta può essere sperimentale.

Oggi le aspettative sulle gallerie sono altissime. La galleria non è solo ed esclusivamente uno spazio di presentazione e vendita, ma un luogo per la sperimentazione, dove scoprire artisti di talento e vederli maturare. Nelle gallerie dovresti poter trovare i migliori artisti del momento, occasionalmente partecipare a delle performance, spesso trovare delle talk o dei workshop, la responsabilità è dunque altissima.

Inoltre, le gallerie fungono da ponte tra gli spazi non profit e i musei e occupano quel ruolo fondamentale di traino dei talenti nel mercato dell’arte, compito molto delicato perché prevede massima fiducia sia da parte dell’artista che del collezionista che intende investire su quell’artista.

 

Eugenia Delfini
Fondatrice e direttrice

A Roma negli ultimi anni c’è stato un’aumento esponenziale di eventi, progetti, spazi, questo è un bene perché più il pubblico è educato più la proposta può essere sperimentale.
Oggi le aspettative sulle gallerie sono altissime. La galleria non è solo ed esclusivamente uno spazio di presentazione e vendita, ma un luogo per la sperimentazione, dove scoprire artisti di talento e vederli maturare.

Quale potrà essere secondo te la prossima “rivoluzione” che riguarda il settore delle gallerie e più in generale, il mercato dell’arte?

Dopo l’abbassamento dell’IVA, sarebbe bello se riuscissimo ad ottenere prezzi fissi o calmierati per gli stand all’interno delle fiere italiane.

Quali credi potranno essere le sfide da affrontare nel prossimo futuro?

La sfida più grande è sempre quella di riuscire a portare avanti un programma di mostre curato che possa interessare non solo gli addetti ai lavori ma anche il collezionista meno preparato.

Qual è il tuo background di formazione e com’è iniziato il tuo percorso nell’arte?

Sono una curatrice formata presso la Sapienza di Roma, lo IUAV di Venezia e il Center for Curatorial Studies del Bard College di New York.

Tra il 2009 e il 2012 ho co-fondato e diretto il project space Sottobosco a Venezia, e successivamente ricoperto ruoli curatoriali ed educativi presso il Guggenheim di NY e Bilbao; l’Hessel Museum of Art di NY; il The Drawing Center di NY; 80WSE Gallery, NY; The Clemente, NY; La Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma; il MACTE – Museo di arte Contemporanea di Termoli e molte altre istituzioni.

Dopo aver lavoro più di dieci anni come ricercatrice per spazi non profit e musei, la svolta della galleria è venuta quando ho deciso di aprire il mio spazio.