15-17
05 2026
Diario
Ritratto

Denise Di Castro

Antichità Alberto Di Castro | The Contemporary Wall

Una serie di mostre d’arte contemporanea allestite su un’unica parete centrale nella storica sede della galleria.
The Contemporary Wall (TCW) presenta esposizioni dedicate ad artisti che lavorano attraverso media e approcci differenti, mettendo in luce background e pratiche eterogenee, ciascuno portatore di una visione unica.
Dal 1878, ogni generazione della famiglia Di Castro ha rinnovato l’identità della galleria. TCW rappresenta l’ultima tappa di questa evoluzione continua.

Quale credi sia il ruolo delle gallerie private nel definire il panorama artistico di una città? Roma rappresenta una specificità particolare?

Roma è una città che ha da sempre attirato artisti e appassionati d’arte da tutto il mondo. La sua luce, i suoi monumenti, e la sua storia stratificata sono un qualcosa di unico. Il ruolo delle Gallerie a Roma è quello di tenere vivo questo patrimonio, definendo il panorama artistico della città non sono solo come spazi espositivi, ma come veri e propri attori culturali.

Denise Di Castro
The Contemporary Wall Curator

Dopo anni in cui fiere e dinamiche globali hanno dominato il sistema, si avverte l’esigenza di rallentare e di ristabilire un rapporto più diretto e qualitativo con le opere, gli artisti ed i visitatori.

Com’è cambiato lo scenario da quando hai aperto la tua galleria? E quanto il contesto locale ha recepito questi cambiamenti?

Nel nostro caso lo scenario culturale è cambiato molto! Cinque generazioni d’arte hanno visto cinque fasi diverse di Roma, dal periodo del pre e dopoguerra, fino alla trasformazione contemporanea segnata dalla globalizzazione e dall’era digitale. E’ vero che molte cose cambiano… il modo di esporre le opere, di raccontare. Ma alla base c’è sempre una ricerca per la qualità e la curiosità, che sia per un oggetto in pietre dure del seicento o un’opera d’arte contemporanea.

Quale potrà essere secondo te la prossima “rivoluzione” che riguarda il settore delle gallerie e più in generale, il mercato dell’arte?

Credo che la prossima “rivoluzione” sarà, in realtà, un ritorno: una rinnovata centralità dello spazio della galleria. Dopo anni in cui fiere e dinamiche globali hanno dominato il sistema, si avverte l’esigenza di rallentare e di ristabilire un rapporto più diretto e qualitativo con le opere, gli artisti ed i visitatori.

Sei anche una collezionista? Cosa ti piace collezionare?

Mi hanno sempre insegnato che la grande differenza tra un mercante e un collezionista è che quest’ultimo tiene per sé le cose più belle.

Personalmente, mi considero prima di tutto una collezionista di memorie. Ma occasionalmente trovo anche una grande gioia nell’acquistare opere d’arte per me stessa: ci sono alcune cose che mi fanno scattare una scintilla, un innamoramento vero e proprio!

Il mio primo acquisto è stato un lavoro di Sidival Fila, a cui sono profondamente legata: è stato realizzato a partire da un tessuto copto dell’VIII secolo appartenuto a mio padre.