Cantadora
Fondata nel 2025 a Roma da Flavia Prestininzi ed Enrico Palmieri, CANTADORA è uno spazio espositivo dedicato al racconto di storie attraverso diverse geografie. Promuove un approccio partecipativo e pedagogico, affrontando temi sociali e politici urgenti. Adotta pratiche etiche e sostenibili, favorendo consapevolezza e dialogo critico. Ogni mostra nasce da un processo condiviso con gli artisti, in un ambiente inclusivo e sicuro.
Nel nostro settore è fondamentale integrare la dimensione commerciale con quella curatoriale e di ricerca. Gli artisti e le artiste, soprattutto delle ultime generazioni, sentono l’esigenza di esprimersi liberamente, al di là delle pressioni del mercato, pur mantenendo con esso un dialogo attivo. Le gallerie, come accadeva in passato, hanno la responsabilità di accogliere queste istanze e di lavorare alla costruzione di relazioni collaborative che coinvolgano istituzioni pubbliche, ricercatori e ricercatrici, così come il mondo del collezionismo.

La scelta degli artisti nasce quindi da questo intreccio di osservazione, confronto e affinità. In questo senso, la fortuna di avere le accademie internazionali qui a Roma ci permette di esplorare in maniera naturale una dimensione transnazionale, entrando in contatto con pratiche e prospettive diverse che arricchiscono e ampliano il programma della galleria.
Cercare di rimanere autentici e coerenti con le nostre intenzioni iniziali.
Abbiamo scelto di aprire CANTADORA nel quartiere Appio Latino, e più precisamente in Piazza Galeria, all’interno di un cortile a vocazione prevalentemente industriale. Si tratta di uno spazio ampio, che invita naturalmente alla sosta e alla permanenza.
Il luogo, che ospita anche una carrozzeria storica, accoglieva già in passato uno studio di artisti e, successivamente alla nostra apertura, si è arricchito con la nascita di un archivio d’artista. Questo contribuisce a creare un contesto vivo e in continua evoluzione. È uno spazio insolito, soprattutto per la sua posizione a ridosso delle Mura Aureliane: un contesto quasi nascosto, ma proprio per questo capace di sorprendere. Le persone che ci raggiungono sono invitate — e spesso scelgono — di fermarsi, prendersi del tempo, conoscersi e interagire con la galleria e con lo spazio che la circonda. È, senza dubbio, un luogo fortunato.
Impostiamo il lavoro sul programma della galleria a partire da un’attività costante di ricerca e dialogo diretto con gli artisti. Facciamo molte studio-visit, che per noi sono fondamentali per comprendere a fondo le pratiche e costruire relazioni nel tempo. Allo stesso tempo, seguiamo con attenzione le realtà di residenza che riteniamo più interessanti, perché spesso sono luoghi in cui emergono ricerche particolarmente vive e sperimentali.
La scelta degli artisti nasce quindi da questo intreccio di osservazione, confronto e affinità. In questo senso, la fortuna di avere le accademie internazionali qui a Roma ci permette di esplorare in maniera naturale una dimensione transnazionale, entrando in contatto con pratiche e prospettive diverse che arricchiscono e ampliano il programma della galleria.