15-17
05 2026
Diario
Ritratto

Andrea Bizzarro

Tornabuoni Arte

Tornabuoni Arte apre a Roma nel 2023 in via Bocca di Leone 88, a pochi passi da Piazza di Spagna e via Condotti. Fondata a Firenze da Roberto Casamonti nel 1981 la galleria si occupa dell’arte italiana e internazionale del Novecento con una particolare attenzione alle traiettorie dell’arte italiana del Secondo dopoguerra.

Quale credi sia il ruolo delle gallerie private nel definire il panorama artistico di una città? Roma rappresenta una specificità particolare?

Ogni galleria ha il ruolo di portare avanti una propria linea di ricerca ed una propria estetica pertanto il contributo di ognuno deriva dalla specificità della ricerca sviluppata. Roma è una città con grandi potenzialità. Storicamente ha dimostrato di essere pienamente in grado di aprirsi al “nuovo” e in questo senso credo sia fondamentale fornire costantemente nuovi spunti. Dopo che la Tornabuoni Arte ha aperto sedi estere e in varie località italiane, Roma è apparsa come un approdo quasi inevitabile. L’idea di avere una sede a Roma è sempre stata presente nei pensieri del fondatore Roberto Casamonti.

Andrea Bizzarro
Direttore

In un contesto dominato dal digitale e dall’accelerazione, sarà fondamentale tornare a un approccio più profondo e attento. Anche le gallerie avranno un ruolo chiave in questo processo, contribuendo a costruire relazioni durature e a educare nuovi collezionisti, più curiosi e meno orientati all’immediatezza.

Quali credi potranno essere le sfide da affrontare nel prossimo futuro?

Credo che la prossima sfida nel settore delle gallerie e del mercato dell’arte riguarderà la formazione della nuova generazione di collezionisti: più giovani, consapevoli e meno guidati dalla velocità del sistema attuale.
In un contesto dominato dal digitale e dall’accelerazione, sarà fondamentale tornare a un approccio più profondo e attento. Anche le gallerie avranno un ruolo chiave in questo processo, contribuendo a costruire relazioni durature e a educare nuovi collezionisti, più curiosi e meno orientati all’immediatezza.
Immagino anche forme di incontro diverse: appuntamenti più mirati, meno dispersivi, pensati per specifici interlocutori, capaci di restituire una dimensione più privata, umana e dedicata all’esperienza dell’arte.
Certamente questo cambiamento sarà possibile solo se le nuove generazioni avranno anche le condizioni economiche per partecipare attivamente al mercato.

Parlaci della sede che hai scelto per la tua galleria e il contesto urbano nel quale è inserita.

La galleria si trova a pochi passi da Piazza di Spagna, tra via Condotti e via Frattina, in uno dei cuori storici di Roma. Via Bocca di Leone, però, riesce a sottrarsi al traffico e alla frenesia delle vie circostanti, mantenendo una dimensione più raccolta.

Quando io e Roberto Casamonti abbiamo iniziato a cercare uno spazio a Roma, tra diverse opzioni, questo ci ha conquistati immediatamente.

Non abbiamo una vetrina su strada: il portone e l’atrio del palazzo funzionano come un cannocchiale prospettico, e la galleria, sviluppandosi in profondità, ne amplifica l’effetto, trasformandosi in un invito naturale all’ingresso.

Come imposti il lavoro sul programma della galleria? Come scegli gli artisti con cui lavorare?

La sede di Roma ha impostato, sin dall’apertura nell’aprile 2023, la programmazione in un’alternanza di mostre personali e collettive. Per le personali, le scelte sono state guidate dagli artisti più rappresentativi della storia della galleria, da ricorrenze specifiche o da figure che hanno avuto un particolare rapporto con la città, come nel caso di Alighiero Boetti, Renato Mambor e Giorgio de Chirico. L’inaugurazione con Lucio Fontana, ad esempio, è una tradizione condivisa da tutte le sedi. L’ultima mostra è stata dedicata a Emilio Isgrò, insieme a Claudio Parmiggiani, tra gli artisti su cui la galleria ha lavorato maggiormente negli ultimi anni.
Per quanto riguarda le mostre collettive, abbiamo presentato progetti di diversa natura: “Incontri romani” era una dedica alla città in cui ci troviamo, una mappatura dei luoghi di incontro degli artisti nei vari decenni del Novecento; “Italian Wave” nasceva da una riflessione sulla ricerca artistica degli anni Ottanta, ispirandosi alla grande critica d’arte, prematuramente scomparsa, Francesca Alinovi; “Passo a due”, che troverete in galleria in occasione del Gallery Weekend, è una mostra che procede “di due in due”: coppie di artisti legati, attraverso le opere, da una lettera scambiata fra loro, immaginando così una conversazione continua nel tempo.