15-17
05 2026
Diario
Ritratto

Niccolò Fano

Matèria

Con sede nel quartiere di San Lorenzo, Matèria apre al pubblico nel 2015. La galleria sviluppa un programma espositivo dedicato ai linguaggi dell’arte contemporanea.

La galleria sostiene e promuove il lavoro del proprio gruppo di artisti attraverso quattro mostre annuali, spesso concepite in dialogo con lo spazio secondo un approccio site-specific, e volte a valorizzare la dimensione di ricerca e sperimentazione della pratica artistica.

Perché hai scelto Roma?

Sono tornato a Roma dopo un periodo di sette anni nel Regno Unito, dove mi sono formato sia accademicamente che professionalmente. La scelta di rientrare e aprire qui nasce da una convinzione molto precisa: tra le capitali europee, Roma è quella con il più ampio margine di crescita nel contemporaneo.

Il suo patrimonio storico – che è ciò che da sempre attira pubblico e attenzione internazionale – rappresenta allo stesso tempo una sfida e un’opportunità. Credo fortemente nella necessità di sviluppare un sistema parallelo, solido e ben articolato, dedicato al contemporaneo, che possa esistere in autonomia ma anche dialogare in modo produttivo con questo contesto unico.

In questo senso, iniziative come il Gallery Weekend si muovono nella giusta direzione: iniziano a colmare un primo gap fondamentale, ovvero la costruzione di una mappatura viva e riconoscibile del tessuto delle gallerie, attivando al contempo un dialogo tra colleghi che, in molti casi, non è così immediato da innescare.

Niccolò Fano
Fondatore

Tra le capitali europee, Roma è quella con il più ampio margine di crescita nel contemporaneo.

Com’è cambiato lo scenario da quando hai aperto la tua galleria? E quanto il contesto locale ha recepito questi cambiamenti?

Per quanto riguarda il nostro percorso – iniziato nel 2015 – la scelta di aprire a San Lorenzo è stata determinante per la nostra crescita all’interno del contesto cittadino. All’inizio eravamo praticamente soli, insieme a Gilda Lavia; con il tempo, l’arrivo di realtà come Monitor e Monti8 ha innescato una sinergia molto positiva, con effetti concreti non solo sulle gallerie ma soprattutto sul pubblico.

Oggi il quartiere si è affermato come uno dei principali punti di riferimento per l’arte contemporanea a Roma, grazie anche a un tessuto articolato che include artigiani, artisti, spazi indipendenti, fondazioni, studi di architettura, collettivi, progetti autonomi ed eccellenze culinarie.

Nei primi anni, purtroppo, non era così: non era semplice convincere una parte del pubblico, meno incline a spostarsi, a raggiungere il quartiere. Nel tempo questa percezione è cambiata e credo che oggi San Lorenzo rappresenti un esempio virtuoso – replicabile – di come l’arte, e le persone che la praticano e se ne prendono cura, possano incidere in modo strutturale e duraturo sull’esperienza collettiva di un quartiere.

Qual è il tuo background di formazione e com’è iniziato il tuo percorso nell’arte?

Il mio percorso nell’arte nasce da una formazione sviluppata quasi interamente nel Regno Unito, dove ho trascorso diversi anni tra studio e prime esperienze professionali.

Ho studiato fotografia alla University for the Creative Arts, per poi proseguire con un Master of Fine Arts al Central Saint Martins di Londra. Parallelamente, grazie a una borsa di studio, ho seguito un percorso legato all’imprenditorialità creativa alla London Business School, che mi ha permesso di affiancare alla pratica artistica una visione più manageriale del sistema dell’arte.

I primi anni a Londra sono stati altrettanto formativi dal punto di vista professionale: inizialmente con un’esperienza come intern alla galleria Kate MacGarry, e successivamente come project manager per l’artista Karen Knorr, seguendone per cinque anni lo studio, la produzione e le mostre internazionali.

Nel 2015 ho deciso di tornare a Roma e fondare Matèria.

Vuoi dirci qualcosa di importante che credi di aver imparato da un collega, un artista o un collezionista?

Ho avuto la fortuna di osservare da vicino il lavoro di Kate MacGarry, in qualità di gallerista, e di Karen Knorr, come artista. Pur operando in ruoli differenti entrambe mi hanno trasmesso quanto sia essenziale coltivare l’indipendenza artistica e una visione strategica e duratura del proprio percorso.